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La cultura dell'impegno:
ripartirà dalla e per la cultura

 

Simona Pinelli

Anno 2020. La vita scorre tranquilla nei primi mesi dell’anno. Comincia a filtrare, però, qualche notizia, lontana, quasi da un altro mondo, di un’emergenza sanitaria in atto causata da un nuovo virus; è gennaio, e qui, in Occidente, non ci badiamo molto, proseguiamo la nostra quotidianità come se niente fosse. Ci sono già state emergenze sanitarie negli anni recenti, ma qui non sono praticamente mai arrivate: erano lontane, quasi da un altro mondo. E invece no. Siamo a febbraio e il mondo - tutto - viene investito da una catastrofe sanitaria che ha pochi precedenti nella Storia: è il Covid-19. Il primo decreto è del 23 febbraio 2020, chi se lo scorda: chiudono le scuole e man mano sono state chiuse tutte le attività di organizzazione eventi, cinema, musei, teatri, mostre, concerti, ecc. Il 9 marzo, l’Italia si ferma: è il lockdown.

Da quel momento inizia il lunghissimo, interminabile calvario del settore della cultura; già nei primi 3 mesi dell’emergenza sanitaria è sparito completamente dai “radar”. Annullato dall’emergenza.

I mesi passano, lo scenario non cambia. Ci si è dimenticati di un intero settore produttivo, costituito da un altissimo numero di operatori, associazioni, società e aziende che, con professionalità, operano in questo campo e che con l’emergenza sanitaria sono stati posti nell’impossibilità di lavorare. Si prova a re-inventarsi on line, ma non basta.

La cultura è fatta di presenze, di occhi che guardano e orecchie che ascoltano, mani che toccano, parole e suoni che hanno un bisogno vitale di sentire il respiro di un pubblico, di quel pubblico che completa e dà un senso compiuto a ogni azione culturale, di quel pubblico che, dall’altra parte, rischia forti danni psicologici ed emotivi per la grave mancanza su tutto il territorio di quei momenti così fondamentali per il proprio benessere e la propria crescita emotiva.

E, quindi noi, amministratori e operatori culturali strenui difensori di una cultura pubblica, accessibile a tutti e tutte e foriera di valori e impegno civile, cosa possiamo fare?

Ecco, da qui nasce l’edizione 2021 di Politicamente Scorretto, un’edizione giocoforza strana, in un periodo particolare, giugno, che ci trova a fare i conti con tutto ciò, a raccogliere braccia e visi stremati, a cercare di udire voci ormai flebilissime ma ancora - contro tutto e tutti - ricolmi di voglia di fare e trasmettere cultura.

E, come sempre, Politicamente Scorretto raccoglie quegli sguardi, quelle voci, quelle braccia e li riunisce attorno a sé, per ricominciare, per ripartire facendo quello che sa fare meglio: la cultura dell’impegno, in grado di dare un segnale alla collettività che, sì, andiamo avanti, guardando sempre al nostro impegno civile, morale, solidale.

E, come sempre, lo facciamo in modalità Politicamente Scorretto: un ricchissimo programma dove, questa volta, al centro poniamo l’espressione culturale stretta, a partire dal teatro, vero fulcro centrale dell’edizione 2021, senza dimenticare la letteratura, la musica, il fumetto e ovviamente il costante impegno per la legalità contro corruzione, mafie, illeciti.

Non mancherà nulla quindi e sarà quasi tutto - salvo poche eccezioni - dal vivo: il teatro, per primo, grazie alla programmazione curata da ATER Fondazione - Teatro Laura Betti con gli spettacoli di Luca Lanera, Vincenzo Pirrotta e lo stesso Carlo Lucarelli; gli incontri sia per le scuole che per il pubblico tra cui non mancherà l’appuntamento con Avviso Pubblico sul gioco d’azzardo durante la pandemia; e tanti altri approfondimenti presenti in questo programma.

Mai come quest’anno i miei ringraziamenti vanno al grande lavoro del Servizio Casalecchio delle Culture e della Casa della Conoscenza, ai partner “storici” Libera ed Avviso Pubblico e alla Casa Museo Nena che ci accoglie per le iniziative all’aperto, a Carlo Lucarelli - che anche per questa edizione così particolare ha buttato il suo cuore oltre un ostacolo non da poco; e ovviamente alla Regione Emilia-Romagna che da tanto ci sostiene e anche quest’anno ha creduto in questo nostro progetto; un ringraziamento particolare alla Giunta che anche come sempre ha aderito al progetto e parteciperà a molti degli incontri in programma.

Simona Pinelli
Assessore alle Culture, Nuove Generazioni, Marketing territoriale e Turismo
Comune di Casalecchio di Reno


     Con il contributo di Regione ER